Il 23.9% della popolazione svizzera dai 15 anni in su fuma. Una cifra che sale al 25.7% in Ticino.
Ne parliamo con: Dea Degabriel, dottoressa specialista in medicina interna generale e responsabile del centro competenza tabaccologia all’Ospedale regionale di Lugano (EOC); Elena Haechler, consulente di tabaccologia alla Lega Polmonare Ticinese; Mauro Realini, docente senior SUPSI e responsabile del CAS in Tabaccologia.
Nel 2024 in Svizzera sono stati registrati 21mila casi di violenza domestica registrati in tutta la Svizzera, in cui il 70% delle vittime erano donne.
Ne parliamo con: Cinzia Campello, docente-ricercatrice senior presso il Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense; Lorenzo Pezzoli, professore in psicologia applicata, responsabile del Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense.
I grandi agglomerati urbani stanno compiendo un percorso di trasformazione per diventare smart cities. In Svizzera si ragiona soprattutto sull’utilizzo delle tecnologie per migliorare i servizi e coinvolgere la popolazione.
Ne parliamo con: Paolo Camponovo, IT manager della città di Mendrisio; Albedo Bettini, ricercatore all’Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito della SUPSI e responsabile del CAS Smart City.
La diffusione delle intelligenze artificiali generative rende ancora più rilevanti le competenze umane e sociali. La crescita personale va però accompagnata da azioni concrete e osservabili.
Ne parliamo con: Rossana Andreotti, psicologa, coach e docente del CAS Empowering skills, con un passato manageriale alle spalle; Eliana Stefanoni, psicologa, counselor e coach, e docente senior dell’Area management, risorse umane e economia della Formazione continua della SUPSI.
Il contesto globale e le scelte politiche stanno portando a una riduzione massiccia del sostegno pubblico ai progetti di cooperazione e sviluppo.
Ne parliamo con: Anna Jaquinta, ricercatrice presso il Centro Competenze in Cooperazione e sviluppo della SUPSI, responsabile del CAS in Cooperazione e sviluppo; Federica Giudici, direttrice della Cooperativa Baobab; Giampiero Giacomel, consulente e docente in ambito di fundraising in Svizzera, Italia e Regno Unito e docente SUPSI dei SAS in fundraising.
Attraverso la voce, il ritmo e altre tecniche, la comunicazione ipnotica può aiutare una persona a trovare uno stato di maggior focalizzazione facendo capo a risorse proprie. In cosa diverge dall’ipnosi clinica o da spettacolo?
Ne parliamo con: Veronica Paggi, infermiera specializzata in oncologia e cure palliative, docente professionista e responsabile del SAS Basi di comunicazione ipnotica; Yuri Maritan, ergoterapista, consulente sessuologico, docente professionista alla SUPSI e partecipante al SAS Basi di comunicazione ipnotica.
Misurare gli impatti delle proprie attività e tracciare il ciclo di vita dei prodotti sta diventando un requisito imprescindibile per le aziende. Oltre a rispondere al contesto normativo, questi orientamenti possono rivelarsi delle nuove e interessanti leve strategiche.
Ne parliamo con: Rosario Pirrotta, collaboratore scientifico presso il Laboratorio di sistemi di produzione sostenibili e responsabile del SAS Lifecycle Assessment e del SAS Economia Circolare; Alessandro Fontana, docente-ricercatore senior all’Istituto sistemi e tecnologie per la produzione sostenibile della SUPSI.
La matematica continua a essere percepita come una delle materie più temute. Da anni però il mondo della scuola sta cercando nuovi modi per insegnarla. Attività ludiche ed esperienziali, sin dalla scuola dell’infanzia, aiutano a sviluppare capacità di astrazione e passione per una disciplina tanto importante quanto affascinante. Ne parliamo con: Silvia Sbaragli, professoressa in Didattica della matematica e responsabile del Centro competenze didattica della matematica al DFA/ASP della SUPSI; Laura Battaini, docente di scuola dell’infanzia; Matteo Morandi, docente di scuola elementare.
Un bambino attraversa un percorso evolutivo fisico e cognitivo che il terapista deve tenere sempre bene in mente. A differenza dell’adulto che ha già imparato a fare, con il bambino va considerato il suo momento di vita e quello che deve ancora imparare, attraverso l’esperienza.
Ne parliamo con: Laura Delucchi: fisioterapista specializzata in neurologia, pediatria e ippoterapia-K Brigitte Wehrli: responsabile del CAS in fisioterapia pediatrica e aggiunta responsabile della Formazione di base al Dipartimento economia aziendale sanità e sociale della SUPSI Gianpiero Capra: responsabile dell’Area riabilitazione della formazione continua della SUPSI.
I progetti sono all’ordine del giorno nelle aziende, nelle istituzioni e nelle organizzazioni e contemplano la realizzazione di iniziative come, per esempio, un evento o una campagna, la creazione di prodotti o la trasformazione dei processi e delle strutture. Spesso queste iniziative sono affidate a un project manager. Cosa distingue questa figura professionale da altre che si occupano di un medesimo obiettivo? Dove si collocano i capi progetto all’interno di una struttura aziendale?
Domande lecite che in molti si saranno posti con l’emergere sempre più frequente dei project manager. In questa puntata di Augmenta.Podcast tenteremo di darne risposta. Lo facciamo con: Virginie Pasquon: docente per la Formazione continua e per la Formazione di base della SUPSI Malcolm Tunzi: Business Program Manager
L’essere umano ha il grande dono di creare storie per trovare un senso in quello che fa; un modo per ordinare una serie di eventi che accadono e dargli un significato. La narrazione però può essere influenzata da stati d’animo, da contingenze e risultare non solo sfilacciata, ma anche nociva sia per l’individuo che per il suo intorno sociale, la sua rete personale o professionale. Oggi partiamo per un viaggio fatto anche di introspezione insieme a: Isabel Piazza: referente partenariati e relazioni esterne, produzione e redazione Musica ed Eventi RSI - Dipartimento Cultura e Società Simona Mazzagatti: infermiera alla Croce Rossa - Sezione del Sottoceneri., coordinatrice del Progetto Amico e referente per le Direttive anticipate per Croce Rossa Ticino. Annaguya Fanfani: responsabile del CAS Counsellor supervisore ad approccio integrato
Building Information Modeling, BIM. Una sigla che non sarà famigliare a chi non è avvezzo al mondo della progettazione e delle costruzioni, per cui invece rappresenta non solo il futuro ma un concreto presente. A fronte della sempre più crescente popolarità, emergono nuove figure come il BIM manager e il BIM coordinator, chiamati a mettere ordine nella moltitudine di informazioni e dati che convergono verso il modello 3D. Ne parliamo con: Daniel Caruso: ha alle spalle una lunga esperienza come progettista e BIM Specialist in importanti studi di ingegneria come PINI e AFRY. Oggi lavora come BIM coordinato e BIM designer per la città di Zurigo, che si è data come obiettivo di digitalizzare tutti i suoi cantieri. Stefano Colangelo: BIM manager coordinator presso IM Maggia Engineering, azienda che si sta occupando di grossi progetti sul suolo ticinese come la nuova centrale idroelettrica del RITOM e il progetto dell’innalzamento della diga del sambuco. Davide Tamborini: docente-ricercatore Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito SUPSI, di cui è Responsabile Area Formazione Continua ISAAC e BIM.
Il periodo segnato dall’incertezza sta spingendo molte aziende a rivedere le proprie strutture, a profitto di modelli più agili, flessibili, antifragili. In una parola: adattivi. In questa puntata di Augmenta.Podcast, scopriremo l’esempio delle AIL. Dazi introdotti e poi ritirati. Borse che crollano. Contesti turbolenti e convulsi. E ci limitiamo alla cronaca delle ultime settimane. Chi avrebbe potuto prevedere che gli anni ’20 del secondo millennio si sarebbero rivelati tanto frizzantini, per usare un amaro e ironico eufemismo. I battiti d’ali della famosa farfalla sembrano diventati sempre più frequenti, quasi nevrotici, indirizzando il corso degli eventi lungo un percorso accidentato, fatto di tornanti, repentini cambi di direzione, buche e dossi.
Ne parliamo con: Michela Manini: digital transformation enabler e docente SUPSI Michael Nyffeler: project manager nel team innovazione delle Aziende industriali di Lugano (AIL)
Entriamo in un ambito delicato che va trattato con un certo tatto, ad immagine del lavoro quotidiano di chi opera nell’ambito delle cure palliative. Questa branca della medicina ancora oggi viene spesso associata alle malattie terminali, quando invece il suo campo di intervento da tempo si è ampliato alle malattie croniche, non dimenticando tuttavia le sue origini. Le cure palliative si prefiggono di migliorare la qualità di vita del paziente. Non si tratta di un’alternativa alle cure mirate al controllo della malattia, quanto piuttosto un complemento a beneficio del benessere di un individuo confrontato con una condizione che può generare dolore, rabbia, paure e ansie. Ne parliamo con Flavia Maffioli: dal 2023 è infermiera specializzata in cure palliative. Alle spalle ha un lungo percorso di formazione continua e anni di esperienza in cure intense e in ambito geriatrico. Ilaria Bernardi-Zucca: responsabile dei percorsi di formazione in cure palliative, oncologia e psico-oncologia direttive anticipate e Advance care planning.
Complice la situazione geopolitica internazionale, negli ultimi anni ci siamo un po’ tutti interessati alle questioni energetiche, appurando che capirci qualcosa non era sempre evidente. Certo è che il tema dell’approvvigionamento, dell’autoproduzione e della sostenibilità si sono fatti più familiari e molti proprietari di immobili, dal piccolo proprietario ai grandi gruppi immobiliari, sicuramente si sono posti la domanda se valesse la pena perlomeno interessarsi alla posa di qualche pannello fotovoltaico sul proprio tetto. Lo facciamo con: Viola Ferdani: responsabile dell’Ufficio energia e sostenibilità del Comune di Stabio Gabriele Martinenghi: capo Settore Ambiente e clima della Città di Mendrisio Marco Belliardi: ricercatore per il Settore Energia e Territorio dell’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito della SUPSI.
Quanto può far bene un sorriso? Nella vita di tutti i giorni già aiuta, pensate al suo valore all’interno delle mura di un ospedale, dove capita che la sofferenza fisica ed emotiva si intrecci con il tempo che rallenta o sembra non passare mai. Luoghi in cui la socialità indossa camici bianchi. Ora provate a immaginare come un bambino possa vivere tutto questo e, a seconda dell’età, essere consapevole di quello che gli sta capitando. In Svizzera la Fondazione Theodora si occupa di formare artisti professionisti per diventare dottori e dottoresse Sogni, per poi organizzare visite settimanali negli ospedali e negli istituti per bambini con disabilità. Al microfono oggi abbiamo una di loro: la Dottoressa Principessa Wilma, al secolo Brita Kleindienst, attrice e regista. Con lei, Daniel Bausch, responsabile della Formazione continua all’Accademia Dimitri.
La globalizzazione ha reso il mondo più piccolo. Il telefono che avete in tasca ne è un buon esempio: disegnato negli Stati Uniti o in Corea, assemblato in Cina con componenti fabbricate con materie prime da tutto il mondo, al suo interno app sviluppate chissà dove. Un lungo giro per arrivare fin qui ed essere usato per un selfie o, perché no, per ascoltare un podcast che parla di formazione continua…
In quest’ultima puntata di “In pratica” vi portiamo in giro per il mondo insieme a: Lorenza Rusconi-Kyburz, docente-ricercatrice al Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica SUPSI e responsabile del CAS Interculturalità e plurilinguismo nella scuola. E Alessia Masnari e Giulia Ferdani,docenti titolari presso le Scuole elementari di Molino Nuovo.
In questa prima puntata di partiamo dalle basi: dall’educazione allo sviluppo sostenibile. Non solo perché le allieve e gli allievi di oggi sono i professionisti di domani, ma anche perché il pensiero su cui poggia la sostenibilità è utile, e probabilmente anche urgente, nell’ambito professionale. Prima di entrare nelle aule, il concetto di un mondo VUCA, non a caso, è stato adottato nelle aziende. Al microfono Luana Monti Jermini, docente di Didattica della geografia al Dipartimento formazione apprendimento / Alta scuola pedagogica della SUPSI e Fabio Guarneri collaboratore scientifico del settore scuole della fondazione éducation21, centro nazionale di competenza e prestazioni per l’educazione allo sviluppo sostenibile.
Negli ultimi anni quante volte vi sarà capitato di sentir evocare un rapporto di sostenibilità, quel documento che fotografa le varie dimensioni e il cammino compiuto da un’organizzazione verso la sostenibilità. Uno strumento che s’inserisce nel più ampio tema della responsabilità sociale delle imprese, intesa come la capacità oggi di non compromettere il domani. Insomma, un investimento per garantire e garantirsi un futuro; interrogare le proprie abitudini con lungimiranza, per guadagnarne in seguito. Al microfono di questa seconda puntata di Augmenta. Podcast troviamo Jenny Assi, docente-ricercatrice senior al Centro competenze management e imprenditorialità della SUPSI e responsabile del CAS Responsabilità sociale delle imprese.
Se doveste pensare al leader di un’azienda quale sarebbe la prima immagine a venirvi in mente? Per molti sarà quella di un uomo, possibilmente di bell’aspetto, sopra i 50, non un capello fuori posto. Solido nelle sue posizioni. Figura autorevole e anche un po’ autoritaria. È possibile uscire da un modello in cui il leader incarna necessariamente una figura autoritaria che deve dar conto delle proprie azioni, unicamente ai suoi azionisti? La domanda è retorica. Negli anni si è fatto strada un modello in cui la leadership è orientata alla creazione di valore per tutti i portatori d’interesse che ruotano attorno a un’azienda. Ne parliamo con Ivan Ureta, responsabile dell'area economica della Formazione continua SUPSI e con Patrizia Cattaneo Moresi, board member di Arvi, Chief Operating Officer di Moresi.Com e direttrice di Artrust.
Basta sfogliare un giornale o aprire qualsiasi portale di notizie per capire che i tempi sono incerti e la situazione estremamente fluida e complessa. In ambito aziendale da tempo ci s’interroga se, ma anche come, le organizzazioni "classiche" siano le strutture e gli assetti più adeguati al contesto attuale. Abbiamo già parlato di cambi di paradigma, ma anche di mentalità a differenti livelli. Oggi ci concentriamo sulla gestione dei processi di un’azienda, con tutto ciò che ne consegue e con una particolare attenzione, ovviamente, alle pratiche di sostenibilità. Parliamo di metodologia agile insieme a Michela Manini digital transformation enabler, agile coach e docente senior per la Formazione continua SUPSI e Christian Burkhalter global head of human resources del gruppo Casale e presidente dell’Agile Lab Ticino.
Se doveste descrivere il vostro luogo di lavoro che termine usereste? La scrivania del vostro computer, invece, com’è messa? Ordinatissima oppure piena di file al punto tale che avete dovuto rendere più piccole le icone per vedere tutto? I luoghi in cui lavoriamo sono fisici, virtuali, ma anche mentali: vi sarà certamente capitato di dire “devo mettere ordine ai pensieri”. C’è chi lavora meglio a casa, in smart working, e chi non può fare a meno di varcare ogni giorno la soglia del proprio ufficio. Siamo tutti diversi, ma una sintesi ci vuole e se viene fatta nel modo migliore per tutti, i benefici saranno evidenti in termini di benessere, quantità e qualità del lavoro. Al microfono di questa puntata troviamo Andrea Guida, co-responsabile del CAS Workspace Specialist della SUPSI.
Si stima che il parco immobiliare svizzero sia composto per circa il 60% da edifici costruiti prima del 1980. Case e palazzi, sicuramente solidi, ma che non rispondono più alle attuali esigenze, in particolare dal profilo energetico, con il puntuale mal di testa (se non peggio) quando nella buca delle lettere arriva la fattura della corrente, dell’olio combustibile o di qualsiasi altro vettore energetico venga utilizzato per scaldare il proprio focolare. Stare al passo, che in questo caso significa risanare e ammodernare, non è mai uno scherzo sia in termini di organizzazione che di investimento e il già citato mal di testa è sempre dietro l’angolo.
Al microfono Ivan Curto, responsabile del MAS in Real Estate Management della SUPSI.
Uomini e donne non si ammalano allo stesso modo. L'effetto delle terapie e persino la percezione e la gestione del dolore sono differenti a seconda del genere. Oggi lo diamo quasi per scontato, ma solo negli ultimi anni si è profilata una medicina di genere. Un approccio che va oltre gli aspetti specifici legati alla riproduzione, ma che tiene conto anche dell'influenza delle differenze socioeconomiche e culturali sullo stato di salute e di malattia di ogni persona.
Al microfono di questa puntata di Augmenta. Podcast troviamo Gianpiero Capra, responsabile dell’Area riabilitazione della Formazione Continua della SUPSI e Lia Sartor, fisioterapista specializzata in Riabilitazione pelvica.
La vita è fatta di gesti, scambi, interazioni e ruoli che ci troviamo ad interpretare perlopiù inconsapevolmente, adattando il nostro copione secondo il contesto in cui ci troviamo. Si potrebbe dire che mettiamo in scena noi stessi, o meglio, parti di noi stessi, sul grande palco della vita sociale. Portiamo all’estremo questa idea tanto cara a una corrente sociologica, usciamo dalla metafora e concentriamoci su chi assume il ruolo dell’attore. Ribaltando lo sguardo possiamo domandarci in che modo le arti performative, con la loro capacità di mettere in scena personaggi, emozioni e situazioni, posso dare gli strumenti per avvicinarci agli altri? Ne parliamo con Daniel Bausch responsabile della Formazione continua dell’Accademia Teatro Dimitri.