Chi sei e di cosa ti occupi?
Sono un’infermiera e lavoro presso il servizio di cure a domicilio di SCUDO da circa 20 anni. Da una decina di anni sono anche responsabile della formazione interna: coordino percorsi formativi del personale e ne supporto lo sviluppo continuo delle competenze. Parallelamente, seguo la formazione pratica degli allievi assistenti di cura, ACSS, OSS e infermieri e li accompagno nel loro percorso sul campo. Sono inoltre formatrice cantonale per lo strumento InterRAI Home Care e mi occupo della formazione del personale infermieristico che lavora presso gli Spitex su tutto il territorio ticinese.
Perché hai scelto di frequentare il DAS Gestione sanitaria?
Per ampliare e strutturare le mie competenze manageriali e strategiche. Dopo molti anni di esperienza clinica e formativa sentivo la necessità di acquisire strumenti più solidi, critici e operativi, utili per gestire con maggiore efficacia processi complessi. Il DAS mi ha offerto l’opportunità di acquisire conoscenze concrete in ambito gestionale e organizzativo, ma soprattutto mi ha fornito chiavi di lettura strategiche: analisi dei processi, pianificazione, gestione delle risorse, valutazione della qualità e benchmarking. Il confronto con modelli organizzativi ed esperienze diverse mi ha ampliato lo sguardo. Ho anche consolidato l’importanza del lavoro in rete, fondamentale per integrare professionisti, servizi e istituzioni e garantire qualità e sostenibilità delle cure. Il DAS in Gestione sanitaria è un percorso che va ben oltre la formazione tradizionale. Oltre a fornire competenze cliniche e manageriali, richiede a coloro che partecipano di cimentarsi in una serie di attività extra, come l’organizzazione di webinar aperti al pubblico, interventi radiofonici e altre iniziative di comunicazione.
Ci puoi raccontare la tua esperienza?
Il percorso è stato estremamente arricchente dal punto di vista professionale e umano. Dopo molti anni di esperienza nello stesso ente, sentivo il bisogno di aprirmi a un confronto con professionisti provenienti da ambiti diversi: ospedaliero, territoriale, gestionale. Questo dialogo è stato uno degli aspetti più stimolanti e mi ha aiutato a rileggere con maggiore senso critico la mia pratica professionale oltre che introdurre nuove idee e prospettive all’interno della mia organizzazione. Le attività “extra” hanno rappresentato una sfida importante. In particolare, il lavoro di coordinazione è stato intenso e formativo: pianificare, distribuire i compiti, armonizzare tempi e competenze, mantenere il gruppo motivato e orientato all’obiettivo. È stato un vero esercizio di leadership concreta, che mi ha permesso di rafforzare capacità organizzative, relazionali e decisionali.
Ci sono degli aspetti di questo percorso formativo che ritieni siano particolarmente utili per il lavoro che svolgi quotidianamente?
Gli strumenti di gestione progetti, la pianificazione strategica e l’approccio orientato al miglioramento continuo sono stati gli elementi più utili del percorso. Le competenze acquisite mi permettono oggi di impostare i progetti complessi in modo sistematico, definire obiettivi chiari, stabilire indicatori, monitorare i risultati e valutare l’impatto delle azioni intraprese. L’attenzione al benchmarking con altre realtà mi aiuta inoltre a non limitarmi alla dimensione interna, ma a mantenere uno sguardo aperto e orientato alla qualità e all’innovazione. L’approccio al miglioramento continuo mi guida nell’analizzare criticamente i processi, individuare margini di sviluppo e promuovere una cultura professionale basata su responsabilità, collaborazione e condivisione delle buone pratiche. Questi strumenti sono ormai parte integrante del mio modo di lavorare e mi consentono di prendere decisioni più consapevoli, strutturate e orientate al lungo termine.
A chi consiglieresti questo percorso formativo, e perché?
Consiglio questo percorso a professionisti e professioniste della salute che desiderano assumere o consolidare ruoli di responsabilità. Il DAS offre una visione globale, fornisce strumenti concreti e permette di sviluppare una leadership competente e consapevole, capace di rispondere alle esigenze di un sistema sanitario in continua evoluzione.